Il mondo dell'acconciatura perde una delle sue figure più autorevoli. Un talento creativo che ha saputo rivoluzionare un'epoca e regalarci un'eredità fondamentale: capelli liberi di essere.

La notizia è arrivata nella tarda serata di ieri. La leucemia che lo ha colpito alcuni anni fa ha portato via uno dei nomi più celebri dell'acconciatura internazionale. Vidal Sassoon è mancato nella sua casa di Bel Air a Los Angeles.
Nessun altro nome come quello di Vidal Sassoon ci tuffa dentro quell'atmosfera frizzante della Swinging London e degli anni Sessanta inglesi. Un periodo magico in cui è nato il bob, quel taglio che da allora sarebbe diventato simbolo di libertà, rivoluzionando i canoni estetici della coiffure dell'epoca, ma soprattutto portando innovazione, avanguardia e arte.
Un percorso personale e professionale partito con non poche difficoltà. Figlio di immigranti ebrei, un'infanzia trascorsa per alcuni anni in orfanotrofio, poi la scuola, lasciata dopo poco per iniziare a lavorare prima come postino, poi come apprendista in un salone coiffure. E da qui inizia l'avventura. Formatosi negli anni Trenta a Londra, dopo le vicissitudini della Seconda Guerra Mondiale torna nella sua città pieno di entusiasmo e voglia di fare. Con un talento davvero prorompente. La sua coiffure si distingue subito per un uso tutto particolare di quelle linee angolari e geometriche che stavano emergendo nella moda e nell'architettura. Geometria, minimalismo ed effetti grafici diventano la sua cifra stilistica, tanto che nel 1963 nasce il famoso bob, il caschetto che lo rende celebre e immortale. Portabilità e freschezza rendono assolutamente innovativo questo taglio che, sebbene corto e rigoroso, sorprende per una messa in piega senza utilizzo di lacca, garantendo un effetto di assoluta naturalezza. Capelli finalmente liberi da costrizioni, il simbolo coiffure per un mood sociale e politico che andava di pari passo. Non a caso una delle immagini più celebri lo ritrae al lavoro sul caschetto di Mary Quant.

"Ero deciso" dichiarò Vidal Sassoon "Se dovevo entrare nel mondo della coiffure, volevo farlo cambiandolo". E così fu. Il suo claim if you don't look good we don't look good è diventato un riferimento per tutti coloro che hanno seguito professionalmente il suo esempio - nei saloni, nelle accademie - e una svolta culturale in tutto il mondo dell'hairdressing.
Così lo ricorda Roberto Pissimiglia, editore di EsteticaNetwork: “L’ultima volta che lo incontrai di persona, fu quattro anni fa: sul palco dell’Alternative Hair Show che gli tributò una serata d’onore per il suo ottantesimo compleanno: con i messaggi 'live' di moltissimi famosi hairstylists che con lui avevano iniziato. E per la gioia dei seimila acconciatori di tutto il mondo convenuti alla Royal Albert Hall”.
E aggiunge: “Quando Vidal prendeva la parola, fosse in pubblico, in un teatro o in un'aula universitaria, spontanea arrivava la standing ovation! Ora, in ogni parte del mondo, siamo tutti in piedi a ricordare e celebrare il più grande parrucchiere di sempre”.
Vidal era un uomo libero e desiderava che tutti potessero esserlo. Dalla testa ai piedi.
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