Lo shampoo è un rito, quasi quotidiano per alcuni, che ha le sue regole da rispettare. Cosi facendo i risultati possono anche essere sorprendenti. Ecco alcuni consigli dall’esperto hairstylist.
Sembra facile farsi uno shampoo (lo sosteneva anche Giorgio Gaber) ma invece come tutte le cose all’apparenza semplici, anche lavarsi i capelli ha i suoi segreti. Ve ne sveliamo alcuni.
Meglio sotto la doccia o nel lavandino? Sicuramente nel lavandino anche se è molto più scomodo e quasi nessuno lo fa. In questo modo si lavano i capelli con la testa all’ingiù, così quest'ultima viene maggiormente irrorata di sangue e se ne migliora la circolazione.
Un passata di acqua fredda all’ultimo secondo prima di chiudere la doccia permette la chiusura delle squame e i capelli risultano più lucidi. Così come – esattamente come consigliavano le nonne – una passata di aceto di mele nell’ultimo risciacquo. Per chi opta per un trattamento più moderno dopo lo shampoo può utilizzare le gocce di semi di lino oppure l’olio di argan. Rendono i capelli lucidi e setosi al tatto e di facile pettinabilità.
Nelle Beauty Spa il risciacquo viene effettuato con l’acqua tenuta a riposare in una brocca alla giusta temperatura per non procurare shock ai capelli. Come da Gabrio Staff Olimpo a Firenze dove lo shampoo è vero rituale di bellezza.
Come si sceglie lo shampoo? Deve essere delicato e non aggredire la cute: sceglietene uno con un pH attorno a 5, che rappresenta il valore di acidità della cute stessa (comunque non oltre 7). Per i capelli impoveriti da trattamenti invasivi come la permanente o la tinta è ottimo il rhassoul, un’argilla schiumosa detergente ad alto contenuto di minerali, senza tensioattivi, che lava i capelli in modo molto delicato nutrendoli in profondità e rendendoli facilmente pettinabili.