
Il Festival di Sanremo 2012 si fa minimal in fatto di look. Che l'aria di austerity abbia colpito anche i lookmaker degli artisti in gara?
Gli anni d'oro sanremesi non sono che un ricordo. E se non fosse per l'uscita fiammante di Noemi o della camaleontica Dolcenera avremmo ben poco di cui parlare. Una sola certezza: gettonatissimo il nero assoluto. Però piatto, piatto. Vogliamo almeno accenderlo con qualche filo di luce? No, alle cantanti piace categorico. E noi lo bocciamo, per tutte: a salvarsi solo la Bertè. Più che altro per simpatia e grinta. Lei comunque spicca per coerenza e una certa dose di verità. Non fa: è.

Al contrario di Nina Zilli, che sarà sicuramente piaciuta ai più, a noi no però. Perché scimmiottare la grande Mina proprio nel tempio della musica e non provare a darci finalmente una versione di se stessa?
Basta con i vintage alla Winehouse, ai Sixties riproposti: vogliamo qualcosa di nuovo. Anche da Arisa. Così coraggiosa di parole come giudice di X-Factor ci cade proprio nel minimal bon ton? Certo così non si sbaglia, si è eleganti e si piace alle mamme. A noi comunque rimane la nostalgia per i suoi occhialoni esagerati, quantomeno caratterizzanti.
Morale da prima serata? E un po' il Festival della banalità, della mancanza di coraggio, a iniziare dal recupero delle presentatrici. Dulcis in fundo arriva la cantante dei Matia Bazar. Per carità la solita frangiona compatta, ma almeno ci prova con un look alla Grimilde di vocazione glam.
Che dire... un augurio. Si parte in sordina per il botto finale? Speriamo...
Voi cosa ne pensate?
[a cura di Laura Castelli]
Foto: GettyImages