L’olio per capelli è una tradizione antica. Lasciando da parte il pur importantissimo ruolo giocato dagli oli nella produzione dei profumi fin dalla notte dei tempi, andiamo a caccia di antiche curiosità sul loro utilizzo per il benessere dei capelli.
In India, secondo la medicina ayurvedica, il rimedio per la caduta dei capelli consisteva in una mistura di olio di cocco, pepe nero, fieno e salvia, applicata sui capelli con un lieve massaggio. Nelle Americhe, invece, i nativi usavano frizionare capelli e cute con olio di jojoba. Con un salto spazio-temporale, siamo nell’Inghilterra Vittoriana, dove la caduta veniva scongiurata (o così si credeva) con unguenti a base di olio di rosmarino, canfora, tintura di cantaride, rhum giamaicano. Che dire poi del misterioso “olio di serpente”, in voga fra i cowboy per curare qualunque cosa, calvizie compresa? Insomma: paese (e tempo) che vai, olio che trovi...
A Cleopatra piacevano così
Che per essere seducente, a fini personali e politici, ce la mettesse tutta lo si sa da oltre duemila anni. Non stupisce quindi che all’enigmatica regina d’Egitto si attribuisca addirittura un trattato di cosmetica. Pur se qualche incertezza sull’identità dell’autore rimane, ci piace credere che questa ricetta per “far crescere, o ricrescere i capelli in testa” - riportata dal medico Galeno, 129-216 d. C. - sia proprio sua (anche se uno degli ingredienti è perlomeno discutibile): “Prendi delle radici di canne tenere ed estraine il succo spremendole, mescola mosche essiccate, ed insieme grasso animale ed olio di cedro pestati in una sola miscela; uniscila al resto e dai da spalmare sulla parte”. Olio di cedro, ma non solo. Sembra infatti che fra i segreti di bellezza della regina e del suo entourage ci fosse anche un trattamento a base di olio di cipero, che lasciava la chioma morbida, lucente, vellutata. Solo un dubbio: perché mai, dopo tanta fatica per avere capelli folti e splendenti, Cleò s’infilava la mitica parrucca a carré?
[a cura di Adriana Abbena]