
Pare che i consumatori americani ed alcuni gruppi di medici psicologi stiano facendo importanti pressioni sulla Mattel, la casa produttrice della famosa bambola Barbie, per metterne in produzione una priva di capelli.
Una Barbie calva, quindi destinata a quelle bambine e ragazze colpite da tumore che hanno perso i capelli per le cure oncologiche o alle giovanissime le cui madri o familiari sono malate di tumore e non hanno più i capelli.
Un modo per avvicinare la triste realtà al gioco, al mondo della fantasia. Sarebbe così più facile, avendo tra le mani una bambola senza capelli come la Barbie, far capire alle piccole pazienti l’iter della malattia e aiuterebbe l’autostima delle ragazzine.
Come ogni campagna sociale il via l’ha dato Facebook con la creazione di un gruppo che ha undicimila sostenitori ma ora la richiesta è stata fatta anche attraverso i media tradizionale. Se fosse utile, perché no?