Sfarzosi eppure raffinati: gli Anni Venti dettano le regole dell’eleganza glamour anche nel terzo Millennio. Con il gusto per il dettaglio prezioso e la tendenza al “grandioso”.



Se il revival degli anni Novanta fatica a farsi strada, in fondo parlando di hair style è un decennio che non ha lasciato molto, la tendenza più glamour degli ultimi tempi guarda al passato… andando a recuperare il periodo dell’Art Déco, quello degli anni Venti e dei primissimi anni Trenta. Acconciature preziose, curate nel minimo dettaglio, lontane anni luce dalla trasandatezza programmata di certi tagli Grunge, che hanno caratterizzato questi Nineties che non arrivano e che stiamo aspettando con tanta impazienza. Il medio-corto è la lunghezza degli anni Venti. Un taglio come quello sfoggiato da Charlize Theron agli ultimi Golden Globe o quello di Milla Jovovich per la notte degli Oscar: il primo, tenuto a bada da un cerchietto di strasse, è un raccolto basso raffinatissimo, il secondo tende al choppy ondulato, non meno elegante. In ogni caso sono le “onde” a farla da padrone, in un hair style che voglia essere “Twenties”: come quelle di Evan Rachel Wood, in perfetto mood Déco, per un taglio corto quanto seducente.

Erano gli anni del massimo splendore del cinema muto, delle prime trasmissioni radiofoniche e del gusto floreal, ereditato dal trend del Liberty. Rétro per eccellenza, stilisticamente il mood “Twenties” è diviso tra il rigore delle linee razionaliste dell’Art Déco e il carattere festoso del Charleston, che imperversa nei Club delle metropoli americane, dove sono un must le scollature a V e le gonne sopra il ginocchio, come si può vedere nel “severo” black & white firmato Etro o nel black & gold di Gucci, arricchito da un altro elemento tipico del periodo, le frange. Immancabile anche la pochette, riproposta negli ultimi tempi con il nome moderno di Clutch, meglio se rigida e caratterizzata da preziose geometrie, come quelle che ricamano il gioiello proposto da Bulgari. Sulle labbra prevale il rosso, che vince nettamente sulle tonalità del rosa. Meglio nelle nuance scure, tendenti al bordeaux se non al marrone, che ritroviamo nella linea Rouge Automatique di Guerlain. Una gamma di rossetti che si rifà allo spirito del periodo, a cominciare dai preziosi cilindri che costituiscono il case, come ispirati dall’architettura razionalista dei più celebri grattacieli di Manhattan.
LE FRAGRANZE


Creato nel 1925 da Jacques Guerlain, Shalimar non può che esprimere appieno il mood di un’epoca rimasta nell’immaginario collettivo come il decennio del lusso e dell’eleganza. Seduttore, come lo è stato fin dalla prima versione diventata classica, il profumo è tornato in una nuova edizione floreale-ambrata che strizza l’occhio alle più recenti fragranze gourmand. Shalimar Parfum Initial è ancora basato sulle sui quattro “ingredienti” originali: la rosa centifolia, il giglio italiano, la vaniglia e la fava tonka. Ma questa nuova versione è stata arricchita dal bergamotto di Calabria e dal patchouli, sa di caramello e frutta candita. In più, la molecola di hedione: per una scia di essenze sensuali e femminili.
Modernissima (per lancio e concezione), la prima fragranza di Jimmy Choo ha un flacone ispirato al design Déco. E se questo non bastasse da solo a farne un oggetto prezioso, c’è il contenuto a ribadirne l’eccellenza. L’eau de parfum si apre con fresche note verdi per continuare con un tocco esotico di orchidea tigrata, preludio alle note di fondo caldissime, caratterizzate da caramello e patchouli d’Indonesia.
[a cura di Giancarlo Rapetti]